Una copertina… “scoperta” per La Manovella di settembre che saluta l’estate con una piccola grande icona delle auto italiane “open air”. Ufficialmente è quasi sempre stata solo “Spider” ma l’appellativo che l’ha sempre fatta riconoscere al primo colpo è un altro: “duetto”. La storia di questa Alfa Romeo nata nel 1966 ha trasformato il suo nome in una leggenda, diventando simbolo di libertà e bel vivere per quasi trent’anni. Quattro serie con altrettante evoluzioni stilistiche: ciascuna figlia del suo tempo e oggi gode di un fascino molto particolare.

La Packard Eight 22nd Series del 1949 è la vettura che aprì i festeggiamenti per i 50 anni del marchio americano. La sua storia era già in declino ma la casa di Detroit avrebbe saputo ancora regalare alla propria clientela un modello di assoluto prestigio.

La Vespa P 125 ETS introdotta per offrire una variante più “pungente” dell’offuscata PK 125S, sfortunata sostituta della leggendaria “Primavera”, è la Vespa “small frame” più potente mai prodotta.

La Porsche 911 Carrera RS 2.7 è un capolavoro d’ingegneria applicata all’omologazione sportiva. Progettata per gareggiare nella categoria GT, sintetizza tre principi capitali per vincere: ridurre le masse, ottimizzare l’aerodinamica e aumentare l’efficienza meccanica. Con queste qualità conquista anche la clientela normale e diventa un successo commerciale.

La 750 S è il modello di punta del marchio Laverda, rianimato nel 1993 da una cordata di imprenditori veneti. Nonostante la validità del progetto, si rivelerà solo una cura palliativa a un malato terminale.

Il violino di arese: ecco la storia e l’evoluzione del leggendario motore 6 cilindri a V Alfa Romeo.

Da “Grand Prix” a “Ferrari”: 60 anni di motorismo su pellicola. Il primo ha ormai 12 lustri: ha aperto un genere che prima non esisteva, trasformando le corse in teatri di scena e proiettando i protagonisti in un turbinio di velocità e adrenalina che ha ammaliato i cinefili.











