Dal confronto con le istituzioni emerge il valore culturale, turistico ed economico del motorismo storico. Presentata la ricerca di Euromedia Research: un patrimonio che coinvolge oltre 21 milioni di italiani e genera un impatto economico annuo stimato in 3,6 miliardi di euro.
Il Motorismo Storico non è soltanto memoria e passione, ma un patrimonio culturale e una risorsa economica, turistica e sociale di rilevanza nazionale, capace di contribuire alla valorizzazione dei territori e alla trasmissione delle competenze e delle tradizioni italiane.
È questo il messaggio al centro del convegno “Motorismo storico, patrimonio vivo d’Italia. Sessant’anni dell’Automotoclub Storico Italiano: cultura, turismo e autenticità, la rotta verso il futuro”, che si è svolto martedì 27 ottobre 2026 nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica, su iniziativa della Senatrice Elena Murelli, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare “Motorismo Storico”, in occasione del sessantesimo anniversario della fondazione dell’Automotoclub Storico Italiano.
Un appuntamento che ha riunito Rappresentanti delle Istituzioni, del mondo della cultura, del turismo e della filiera del Motorismo Storico, con l’obiettivo di approfondire il ruolo di questo patrimonio nel sistema Paese e individuare le prospettive per la sua tutela e valorizzazione.
Il convegno, condotto dal Prof. Francesco Giorgino, docente di Comunicazione e Marketing presso la LUISS, ha visto la partecipazione del Presidente del Senato della Repubblica, Sen. Ignazio La Russa, del Vicepresidente, Sen. Gian Marco Centinaio, e del Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi. Ad aprire i lavori sono stati la Senatrice Elena Murelli e Alberto Scuro, Presidente ASI, Automoclub Storico Italiano, e FIVA, Federation Internationale des Vehicules Anciens.





UNA PASSIONE CHE È PATRIMONIO CULTURALE E RISORSA PER IL PAESE
Ad aprire il confronto sui contenuti è stata Alessandra Ghisleri, Direttrice di Euromedia Research, che ha presentato l’indagine quali-quantitativa “Il Motorismo Storico nell’Italia che cambia: valori, percezione pubblica e impatto sui territori”.
La ricerca restituisce la dimensione di un fenomeno che va ben oltre il collezionismo e la passione individuale, evidenziandone il valore culturale, sociale ed economico.
L’impatto economico complessivo annuo legato al Motorismo Storico è stimato in circa 3,6 miliardi di euro, mentre oltre 21 milioni di italiani, pari al 41,9% della popolazione maggiorenne, dichiarano di essere interessati al settore. Di questi, quasi quattro milioni si definiscono molto interessati.
Particolarmente significativo è il riconoscimento del valore culturale dei veicoli storici: per il 79,1% degli intervistati essi rappresentano una componente fondamentale del patrimonio culturale italiano, mentre il 60,7% ritiene che lo Stato e gli enti locali debbano sostenerne attivamente la conservazione con provvedimenti mirati.
Il settore si conferma inoltre un importante fattore di attrattività turistica e di sviluppo dei territori. Nell’ultimo anno circa 14,5 milioni di italiani hanno partecipato o assistito dal vivo a manifestazioni dedicate ai veicoli storici, con una spesa complessiva stimata in circa 1,4 miliardi di euro. Il potenziale di coinvolgimento futuro raggiunge i 25 milioni di persone.
La ricerca ha approfondito anche il rapporto tra la mobilità di tali veicoli e la sostenibilità ambientale, evidenziando il carattere occasionale e conservativo dell’utilizzo di essi. La percorrenza media annua dichiarata è di circa 1.200 chilometri e quasi il 40% dei proprietari percorre meno di 500 chilometri all’anno. Questo dato conferma altri studi di settore condotti sia in Italia che all’estero. Oltre a ciò, da segnalare che il 71,5% degli intervistati, proprietari o meno di veicoli storici, ritiene che l’impatto ambientale legato alla loro circolazione sia minimo o irrilevante.











TURISMO LENTO: IL MOTORISMO STORICO COME OPPORTUNITÀ PER I TERRITORI
La prima sessione del convegno, dedicata al Turismo Lento, è stata introdotta dalla Vicepresidente ASI Agnese Di Matteo con l’intervento “L’Italia da scoprire: itinerari, borghi, grande varietà”.
Al centro del confronto, il contributo che il comparto può offrire a un modello di turismo capace di valorizzare borghi, paesaggi, dimore storiche, tradizioni e attività economiche locali, favorendo la conoscenza di territori spesso esclusi dai grandi flussi turistici.
Stefano Locatelli, Vicepresidente ANCI con delega al Turismo, ha evidenziato come il viaggio a bordo di un veicolo storico attribuisca particolare valore non soltanto alla destinazione, ma anche al percorso, trasformando strade secondarie, piccoli centri e paesaggi in parte integrante dell’esperienza turistica.
Maria Pace Odescalchi, Presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, ha sottolineato il valore dell’incontro tra Turismo Lento e patrimonio storico, quale opportunità per promuovere esperienze autentiche e sostenere le comunità locali.
Il confronto ha evidenziato l’importanza di costruire sinergie tra istituzioni, associazioni e operatori del territorio, affinché il Motorismo Storico possa contribuire a una valorizzazione diffusa del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.
Un ulteriore approfondimento ha riguardato il rapporto tra passioni, tradizioni e attività capaci di integrarsi nella promozione del sistema Paese. Remo Chiodi, Direttore Generale per l’Ippica del MASAF, ha richiamato il recente protocollo d’intesa tra ASI e la Direzione Generale per l’Ippica, finalizzato a sviluppare percorsi di valorizzazione territoriale che colleghino ippodromi, patrimonio culturale, paesaggi, enogastronomia e turismo a bordo di veicoli storici.
Alla sessione hanno contribuito anche diversi rappresentanti del Parlamento, tra cui i Senatori Massimo Garavaglia, Elena Murelli, Marco Lisei e Stefano Corti – per il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – nonché gli Onorevoli Beatriz Colombo, Grazia Di Maggio e Cristina Rossello – Presidente dell’Intergruppo Parlamentare “Patrimonio Italiano” – ed il Vicepresidente di ACI Storico, On. Giovanni Battista Tombolato.

AUTENTICITÀ, ARCHIVI E FORMAZIONE: LA CULTURA MOTORISTICA GUARDA AL FUTURO
La seconda sessione, introdotta dal Vicepresidente ASI Ugo Gambardella, ha affrontato il tema “Patrimonio Motoristico: tutela della storicità, archivi, formazione e visione del futuro”, ponendo al centro il valore dell’autenticità e della conservazione della memoria tecnica e industriale.
Il Motorismo Storico rappresenta infatti un patrimonio materiale e immateriale che comprende non soltanto i veicoli, ma anche documenti, archivi, conoscenze progettuali, competenze artigianali e testimonianze dell’evoluzione industriale e sociale del Paese.
Nel confronto dedicato all’autenticità, Luca Sciascia, in rappresentanza dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ha approfondito il valore delle targhe originali per i veicoli di interesse storico e collezionistico, che costituisce un importante strumento per la tutela e il recupero dell’identità storica dei veicoli.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla conservazione e alla digitalizzazione della documentazione storica, con l’intervento di Alberto Corteggiani dell’Archivio Centrale dello Stato.
Tra gli esempi richiamati, l’archivio della Carrozzeria Bertone, acquisito e conservato dall’Archivio Centrale dello Stato, strettamente collegato alla Collezione di veicoli Bertone di proprietà ASI. Un patrimonio che testimonia il valore della collaborazione tra istituzioni culturali e mondo del Motorismo Storico nella salvaguardia della memoria industriale italiana.










ASI, SESSANT’ANNI DI STORIA E UNA VISIONE PER IL FUTURO
Il convegno ha rappresentato per ASI non soltanto un momento di celebrazione dei sessant’anni dalla fondazione, ma soprattutto un’occasione di confronto sul futuro del Motorismo Storico e sul ruolo che esso può svolgere nella cultura, nel turismo, nell’economia e nella vita sociale del Paese.
Un patrimonio che richiede tutela, competenze e capacità di innovazione, ma anche un dialogo costante con le istituzioni per favorirne la conservazione, la conoscenza e la trasmissione alle nuove generazioni.
“A sessant’anni dalla sua fondazione – ha dichiarato Alberto Scuro, Presidente ASI e FIVA, a conclusione dei lavori – ASI guarda al futuro con la consapevolezza che il Motorismo Storico rappresenta molto più di una passione: è una componente del patrimonio culturale italiano, una risorsa per il turismo e per l’economia dei territori e un’espressione delle competenze tecniche, industriali e artigianali del nostro Paese.
I risultati della ricerca presentata oggi confermano la dimensione e il valore di questo mondo e rafforzano la necessità di un dialogo sempre più strutturato con le istituzioni, affinché il settore possa ricevere il riconoscimento e l’attenzione che merita.
La nostra responsabilità è continuare a tutelare l’autenticità e la storia dei veicoli, ma anche creare le condizioni affinché questo patrimonio possa essere conosciuto, vissuto e trasmesso alle nuove generazioni. Conservare il passato significa anche costruire il futuro. È con questa convinzione che ASI intende proseguire il proprio impegno, promuovendo cultura, turismo, sostenibilità e trasferimento delle conoscenze, per continuare a essere un punto di riferimento del motorismo italiano e internazionale e contribuire allo sviluppo del sistema Paese”.











