Nuovo video: ASI Village al salone “Auto e Moto d’Epoca 2026”.

L’Automotoclub Storico Italiano ha partecipato ad Auto e Moto d’Epoca 2026 con un grande ASI Village allestito insieme ad una ventina di Club Federati provenienti da tutta Italia e con lo spazio della FIVA (Federation Internationale Vehicules Anciens), formando un’area espositiva e di accoglienza di sicuro interesse per le decine di migliaia di appassionati che hanno visitato la kermesse.

Sul palco dell’area istituzionale ASI si sono susseguiti incontri, conferenze e talk di informazione e approfondimento, con personalità del motorismo e rappresentanti delle istituzioni.

L’ampio spazio espositivo allestito all’ingresso dell’ASI Village è stato dedicato alle Collezioni ASI. Una line-up di esemplari a due e quattro ruote conservati dall’Automotoclub Storico Italiano e tutelati dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali: un patrimonio unico, un valore condiviso. Dalla Collezione ASI Bertone tre prototipi esemplari unici come la Chevrolet Corvette Ramarro del 1984, in onore del car-designer Marc Deschamps recentemente scomparso, la Bertone Birusa del 2003 e la Bertone Barchetta del 2007.

Dalla Collezione ASI Morbidelli un trittico di moto centenarie del 1926: la Harley-Davidson 350 B, la Indian Scout 600 e la BMW R42. Dalla Collezione ASI Motocross Golden Era “Doctor Cross” la Gilera Saturno 500 del 1953, la BSA Victor 441 GP del 1966 e la Greeves Challenger MX3 del 1966.

Per la Collezione ASI Micromotori “Muzii” sono state esposte due bici del secondo dopoguerra dotate di motori ausiliari, primi esempi di cicli a pedalata assistita: Chardon Le Poulain e Lamone.

Una Lancia Fulvia e una Lancia Stratos sono state al centro della scena per uno speciale tributo al grande campione Sandro Munari scomparso a febbraio di quest’anno. Due vetture guidate dal “Drago” di Cavarzere nello stesso rally: il “Safari” in terra d’Africa nelle edizioni del 1974 (terzo assoluto) e 1976 (ritiro). Un omaggio culminato sul palco dell’ASI Village con la presenza di campioni della specialità come il due volte iridato Miki Biasion, Tonino Tognana, Andrea Aghini, Federico Ormezzano e dei navigatori Gigi Pirollo, Rudy Dal Pozzo, Max De Antoni intervistati dal giornalista Carlo Cavicchi. Un appuntamento che ha anticipato la cerimonia di consegna del riconoscimento internazionale “FIVA Heritage Hall of Fame” alla memoria di Sandro Munari.

Si è svolta anche la premiazione del Concorso Grifo d’Oro ASI 2026 promosso dalla Commissione ASI Case Costruttrici e Designer per offrire opportunità ai giovani talenti del car-design.
Il tema lanciato con il bando della seconda edizione del Concorso Grifo d’Oro ASI ha fatto esprimere i candidati nella realizzazione di una vettura sportiva aperta a due posti come nuova espressione dello spirito dello stile italiano anni ’50, ’60 e ’70: non immediatamente riconducibile ad iconiche auto, ma esempio di nuova spiccata personalità estetica e praticità d’uso come nuova espressione nel solo spirito di quegli anni. Una sfida accolta da molti giovani disegnatori, tra i quali solo uno è stato selezionato come meritevole dalla Giuria del Grifo d’Oro ASI.
Il suo nome è Bruno Villagra Rojas, trentenne cileno che ha presentato la sua “Proxima” traendo ispirazione dalla nautica, in particolare dagli iconici motoscafi Riva.

Nel Padiglione 31, quello interamente dedicato al mondo delle due ruote, l’Automotoclub Storico Italiano ha schierato le sue Squadre Corsa, tre realtà che portano in giro per l’Europa alcune tra le moto con i pedigree sportivi più prestigiosi. Nello stand erano presenti la World Classic Racing Bikes, la Ducartist e la Squadra Corse Laverda. La prima ha esposto la Yamaha TZA 750 con la quale Giacomo Agostini esordì come pilota ufficiale per il costruttore giapponese nel 1974; la Paton-Bimota 500 GP esemplare unico protagonista nel mondiale 1974 con Virginio Ferrari; la Garelli 250 con la quale Angel Nieto chiuse la sua carriera in questa classe nel 1985. La Ducartist ha sfoggiato tre iconiche rosse di Borgo Panigale come la 888 Racing del 1991, la 998 F02 del 2002 ex Troy Bayliss e la Desmosedici GP04 del 2004 ex Loris Capirossi. Laverda, infine, ha presentato la 1000 3 cilindri del 1972 in allestimento “endurance” ex ufficiale usata nelle gare di Zeltweg, Le Mans e Le Castellet con piloti come Augusto Brettoni, Dough Cash e Ron Wittich.

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