Come è nata l’ASI e come ha dato vita a nuovi progetti
L’Automotoclub Storico Italiano nasce il 25 settembre del 1966 a Bardolino, in provincia di Verona, dalla fusione del Veteran Car Club d’Italia, con sede in Torino, e la FIAME, con sede in Milano, ponendo fin dall’origine la propria sede legale presso il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino.
Nell’autunno del 1967, a Firenze, si tiene il primo Congresso europeo dei grandi collezionisti di automobili storiche, abbinato al primo Concorso europeo per la conservazione ed il restauro delle automobili storiche. Si gettano le basi per una regolamentazione comune e viene pubblicato un volume che riassume gli atti del convegno.
Ad Umberto Peretti Colò, primo presidente ASI fino al 1971, succede Giovanni Caproni, affiancato fino al 1976 dal Presidente Onorario Rodolfo Biscaretti di Ruffia. Nel 1976, alla scadenza del mandato, viene eletto Augusto Costantino, che resta in carica fino al 1982. Eccelso storico dell’automobile, dà un’impronta culturale alla Federazione.
ASI si dota di una segreteria permanente nella sede operativa di via Bruno Buozzi a Torino. Il settore cresce, aumentano gli appassionati e il numero degli associati sale, sfiorando le 3.000 unità alla fine del 1982, anno in cui viene eletto presidente Luigi Rossi di Montelera. L’ASI compie con lui un’importante svolta, facendosi conoscere e apprezzare dal mondo politico italiano.
Insieme ai registri Fiat, Lancia e Alfa Romeo, ASI ottiene l’esenzione fiscale per i veicoli storici, contenuta nella legge 53. Il movimento ha un grande impulso, dovuto anche alla crescente passione per i veicoli storici. Sono infatti sempre più numerose le rievocazioni e vengono organizzati i primi mercati di ricambi sull’esempio di quelli inglesi.
ASI riesce a risolvere il problema delle reimmatricolazioni, rese ora più semplici grazie ad un accordo con il Ministero dei Trasporti. Da semplice associazione per appassionati, l’ASI si trasforma in un vero e proprio movimento a tutela e salvaguardia del motorismo storico.
Dopo la presidenza di Vittorio Zanon di Valgiurata, presidente ASI per un decennio, nel 1997 subentra Roberto Loi. Con la crescita costante del numero dei Tesserati, aumenta l’attività di tutta la Federazione, con un “rinforzo” delle Commissioni e l’apertura dell’ASI verso nuove tipologie di veicoli.
Un nuovo regolamento tecnico apre le porte alla legge 342, art.63, che conferisce all’ASI e ad altri enti come i Registri Alfa Romeo, Fiat e Lancia la facoltà di certificare i veicoli e di iscriverli nel proprio registro per fini fiscali e assicurativi.
Il Decreto Ministeriale 17/12/2009 disciplina i requisiti per la circolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico. In particolare, regolamenta modalità e procedure per l’iscrizione di un veicolo in uno dei Registri indicati nell’art. 60 del Codice della Strada, al fine di acquisire la qualifica di “veicolo di interesse storico e collezionistico” con il Certificato di Rilevanza Storica
Alla presidenza Loi seguono quelle di Maurizio Speziali e Alberto Scuro. ASI amplia sempre di più il suo raggio di azione, fino ad arrivare alle odierne Commissioni che comprendono anche le attività solidali e di sostenibilità ambientale. Il motorismo storico vive anni di grandi cambiamenti e novità.
L’Automotoclub Storico Italiano nasce il 25 settembre del 1966 a Bardolino, in provincia di Verona, dalla fusione delVeteran Car Club d’Italia, con sede in Torino, e la FIAME, con sede in Milano, ponendo fin dall’origine la propria sede legale presso il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino.
Le due federazioni si erano costituite, quasi contemporaneamente, nel 1961: la prima a Torino su iniziativa di Elio Quaglino e con presidente Umberto Agnelli, la seconda a Milano su iniziativa di Tito Anselmi e Giovanni Lurani, con quest’ultimo alla presidenza. AlVeteran Car Club Italiano erano collegati il VCC Torino, il VCC Verona, il VCC Sicilia, il VCC Venezia Giulia, il VCC Riviera di Ponente, Il VCC Bergamo, il VCC Brescia, il VCC Roma, il VCC Genova e il VCC Alto Milanese. Con la FIAME erano il Circolo Autoveicoli d’Epoca Milanese, il Circolo Romano Autoveicoli d’Epoca, Il Circolo Veneto Autoveicoli d’Epoca, il Circolo Romagnolo Auto Motoveicoli d’Epoca, il Circolo Piacentino. Vi erano inoltre registri di marca e club autonomi, come il Registro Fiat Italiano, Alfa Romeo, Bugatti Club.



Oggi,l’Automotoclub Storico Italianorappresenta istituzionalmente il motorismo storico italiano presso tutti gli organismicompetenti,nazionali ed internazionali.SonoSoci dell’Ente Federale le associazioni non commerciali e senza scopo di lucro, con fini analoghi a quelli dell’ASI, e i Registri di marca edimodello.
L’ASI, statutariamente, sostiene e tutela gli interessi generali della motorizzazione storica italiana, valorizzandone l’importanza culturale, storica e sociale. Promuove la conservazione ed il recupero di qualsiasi veicolo a motore che abbia compiuto vent’anni (autoveicoli, motoveicoli, ciclomotori, veicoli militari, macchine agricole e industriali, veicoli commerciali, natanti e aeroplani), valorizzandone l’aspetto culturale, che deriva dal fatto che questi mezzi sono stati protagonisti attivi e insostituibili della storia del Ventesimo secolo, esprimendone l’evoluzione tecnica, di costume e sociale.
ASI organizza e patrocina eventi cultuali che hanno per protagonisti i veicoli storici: manifestazioni rievocative, concorsi di eleganza, raduni turistici, mostre e convegni che hanno l’importante funzione di far rivivere i veicoli storici e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla bellezza e sul prestigio del patrimonio storico motoristico nazionale.
ASI, inoltre, dialogacostantementecon le Istituzioni affinché questi beni culturali non vengano abbandonati, ma venga incentivato il loro recupero e la loro conservazione e se ne consenta l’uso e la circolazione.
Infine, ASI fa parte della FIVA (Federation Internationale Vehicules Anciens), l’organismo che si occupa a livello internazionale della tutela del motorismo storico, ed è l’associazione nazionale di riferimento sul territorio italiano.
Dal 2006 l’Automotoclub Storico Italiano ha la propria sede nazionale in Villa Rey, prestigiosa residenza nobiliare situata sulla collina torinese, risalente alla fine del XVII secolo. L’edificio, ricco di storia e fascino, ha attraversato i secoli trasformandosi da dimora aristocratica a patrimonio civico, fino a essere scelto dall’ASI come simbolo della propria identità culturale e istituzionale. La villa, restaurata con attenzione e rispetto per il suo valore architettonico, ospita oggi non solo gli uffici dell’ASI, ma anche la segreteria generale della FIVA, affermandosi come centro di riferimento nazionale e internazionale per la conservazione e la valorizzazione del motorismo storico.
