Nel corso dei secoli, Villa Rey ha subìto numerose modifiche: in molte occasioni, i nuovi proprietari avviarono lavori di espansione e ristrutturazione senza mai terminarli. I muri esterni sono in buona parte quelli originali di metà ‘600, insieme ad alcuni elementi ornamentali del parco. Allo stesso periodo risalgono gli affreschi e i soffitti a cassettone che caratterizzano le ampie stanze della Villa. È successiva (1700-1800) l’applicazione della carta da parati ancora parzialmente visibile nelle numerose sale, mentre i lavori più recenti hanno sensibilmente modificato l’organizzazione strutturale e la distribuzione degli ambienti.
Nel 1998, un gruppo di privati interessati al recupero e al riutilizzo dell’edificio ha costituito l’Associazione Villa dell’Arte. Nel 2000 ha ricevuto in concessione l’edificio, allo scopo di effettuarne il restauro e la rimessa in funzione. Si diede vita a un cantiere didattico, con laboratori frequentati dagli studenti dell’Accademia Albertina di Torino e coordinati dal restauratore Antonio Rava, in collaborazione con le Soprintendenze piemontesi e con la Fondazione per le Biotecnologie. I lavori sono stati realizzati grazie ai finanziamenti di Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT: importanti interventi di ripristino, dal rifacimento delle coperture a vari recuperi degli apparati decorativi, dagli affreschi agli stucchi. Sono state restaurate le facciate sei-settecentesche in laterizio, l’atrio di fine ‘700, il salone del piano terreno con gli affreschi a soggetto mitologico, gli stucchi e ancora le sovrapporte in papier paint della fine del XVIII secolo.
Successive azioni di recupero risalgono al 2006 e hanno riguardato l’ammezzato e il primo piano nobile. Tra gli interventi, diretti dagli architetti Andrea De Rege e Alessandra Gallo Orsi, anche alcuni restauri conservativi. Hanno avuto come oggetto in particolare la “Sala dell’Alcova”, con la volta occupata dall’affresco “Allegoria della Notte”, con Apollo che incorona Flora accompagnata da Zefiro, e le tappezzerie in carta di metà ‘800, riportate alla forma originale.






