Il 16 maggio scorso, in occasione dell’evento celebrativo del 60° anniversario dell’ASI, è stata allestita e inaugurata la mostra “Futurismo e mito della velocità” nella splendida cornice del Vittoriale degli Italiani, la casa-museo di Gabriele d’Annunzio a Gardone Riviera, sulla sponda bresciana del Lago di Garda.
L’esposizione – curata da Roberto Basso e Umberto Brusasca e composta da opere pittoriche di artisti quali Tato, Tullio Crali, Alfredo Gauro Ambrosi, Fillia, Giacomo Balla e Fortunato Depero messe a disposizione dalla Galleria Matteotti Torino – è prorogata fino al 16 giugno. È dedicata al mito della meccanica e della velocità esaltato dalla letteratura e dalla pittura del più importante movimento pittorico mondiale del ‘900. Il Futurismo aveva esaltato la macchina e il movimento prodotto dalle nuove tecnologie e la velocità rappresentava una visione meccanica del futuro ad esaltazione della genialità dell’uomo.

Lo “slancio verso il futuro” prevede una vera rivoluzione, il taglio netto con il passato, anzi, con la “cultura passatista”, il cui antagonista diventa il “futurismo”. Vengono esaltati gli aspetti “moderni” della vita, il meccanicismo e la velocità, frutto delle nuove tecnologie con l’affermazione della borghesia come nuova classe dirigente e con la nascita e velocissima crescita dell’industria. In questo contesto si va ad inserire Marinetti, che a Parigi nel 1909 lancia dalle colonne di Le Figaro il suo nuovo progetto artistico: il Futurismo, volto a sovvertire, svecchiandolo, il mondo dell’arte e della cultura.











