Il 18 giugno 2026, la plenaria del Parlamento Europeo ha approvato l’accordo finale sulla normativa relativa alla fine del ciclo di vita dei veicoli. Trattandosi di un regolamento, esso entra in vigore in tutta la legislazione europea non appena approvato dal Consiglio e il testo definitivo reso pubblico. Il regolamento sarà pienamente operativo in tutti i paesi dell’UE dopo due anni, a dimostrazione del vantaggio che offre rispetto alle direttive, per le quali è previsto un periodo di transizione per l’adeguamento alle normative locali prima dell’entrata in vigore.
La Commissione Legislativa FIVA ha seguito questo regolamento per diversi anni, sensibilizzando attivamente l’opinione pubblica sulla situazione dei veicoli storici e sull’importanza di preservare il nostro patrimonio culturale. Una volta che un veicolo è stato demolito e rottamato, non c’è più nulla da recuperare per il futuro; è quindi fondamentale evitare norme e regolamenti che costringano i proprietari alla rottamazione.
Esaminando il testo definitivo, l’articolo 14 è di estrema importanza per i proprietari di veicoli storici:
“Al fine di preservare il patrimonio culturale europeo, i veicoli di interesse storico dovrebbero essere esclusi dall’ambito di applicazione del presente regolamento e non dovrebbero essere soggetti agli obblighi relativi al trasferimento di proprietà o all’esportazione, né ai requisiti di fine vita. Analogamente, i veicoli riconosciuti da uno Stato membro come aventi un particolare interesse culturale dovrebbero essere esclusi dall’ambito di applicazione del presente regolamento. Ciò può includere, ad esempio, veicoli in possesso di collezionisti o musei, veicoli costruiti su misura o veicoli da competizione, a condizione che le autorità competenti ne riconoscano il relativo particolare interesse culturale. Tuttavia, i requisiti del presente regolamento, come ad esempio i requisiti di progettazione circolare, dovrebbero applicarsi a tali veicoli prima che siano considerati veicoli di interesse storico o veicoli di particolare interesse culturale. Inoltre, quando tali veicoli non sono più considerati dagli Stati membri veicoli di interesse storico o veicoli di particolare interesse culturale, rientrano nell’ambito di applicazione del presente regolamento e dovrebbero applicarsi requisiti quali gli obblighi relativi al trasferimento di proprietà, all’esportazione o alla fine vita.”
Il testo può essere riassunto in quattro punti chiave:
1. Forte riconoscimento dei veicoli storici ed esplicito legame con il patrimonio culturale europeo.
2. Esenzione dei veicoli storici dal regime di fine vita.
3. Per beneficiare di tale esenzione, i veicoli devono essere riconosciuti come aventi interesse storico in uno Stato membro. In altre parole, per i proprietari di veicoli storici, è importante mantenere alta la consapevolezza del valore storico del veicolo nel proprio Paese di immatricolazione, anche quando i pezzi di ricambio potrebbero lasciare il deposito.
4. Infine, tutti questi privilegi si basano sul presupposto che i veicoli storici siano conservati in modo ecocompatibile, senza danneggiare le risorse o arrecare disturbo alla popolazione circostante.
L’aspetto fondamentale del Regolamento è che non solo i veicoli completi sono tutelati, ma anche quelli in fase di restauro e i relativi pezzi di ricambio.
Un punto cruciale, inoltre, è che, nel caso di veicoli storici, la decisione di salvare e restaurare il veicolo spetta esclusivamente al proprietario.
“Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto grazie all’impegno della Commissione Legislativa – sottolinea il Presidente FIVA Alberto Scuro – e, dato che il testo è così chiaro e favorevole ai veicoli storici, è un vantaggio diretto averlo inserito in un regolamento anziché dover garantire gli obiettivi principali attraverso una transizione nazionale. Siamo anche molto contenti che le nostre comunicazioni durante tutto il processo di sviluppo siano state ascoltate e prese in considerazione dai membri della Commissione. Il risultato dimostra che collaborare con le autorità in modo costruttivo e onesto funziona e vale davvero la pena.”











