La Manovella di maggio: la Collezione ASI Bertone di nuovo a Torino e tanti altri argomenti per gli appassionati!

La Collezione ASI Bertone è tornata a Torino e La Manovella di maggio le dedica la copertina! Lo Stellantis Heritage Hub ospita la nuova esposizione in un contesto dal grande fascino e dall’importante passato storico, poiché nel cuore produttivo di Mirafiori, le cui radici affondano nel lontano 1939. Negli anni Sessanta questo capannone era nato per lavorazioni meccaniche legate alla produzione di componenti di trasmissione. Oggi e stato restaurato senza alterarne il carattere: pavimenti in cemento, pilastri metallici, luce diffusa.

La storia di “Alwar 3”, la Hispano-Suiza del Maharaja. Mentre la nobiltà indiana faceva la corsa ad accaparrarsi l’ultimo modello di Rolls-Royce, il controverso Maharaja Jai Singh di Alwar, noto francofilo, ordinò almeno dieci Hispano-Suiza. Abbiamo scovato uno dei rari modelli H6C passo lungo della sua straordinaria collezione.

La Giulietta del futuro. Del nome “Giulietta” che risale al modello degli anni ’50 non c’è solo una naturale evoluzione tecnica e di contenuti, ma anche l’anima e lo spirito della berlina Alfa Romeo sportiva e dinamica, reinterpretata e attualizzata per affacciarsi al mercato degli anni ’80.

Storia, tecnica e ricordi di un “cinquantino” bolognese che ha fatto sognare intere generazioni, il Cimatti Gringo, spinto dall’intramontabile motore Minarelli a quattro marce. Un “tubone” oggi rarissimo ma che all’epoca faceva emozionare i quattordicenni più sprintosi.

La carta di circolazione dice che è una Fiat 850 Spider nata nel 1966 ma la storia dice che è una O.S.C.A.1050 nata nel 1964. Le due verità confliggono. Per capire bisogna ricordare gli ultimi giorni della O.S.C.A.e della Touring…

Il 19 giugno 1966 è una data storica: sul traguardo della 24 Ore di Le Mans transitano per primi tre prototipi Ford. È la prima volta che un costruttore non europeo riesce nell’impresa, ma soprattutto è la grande rivincita di Henry Ford II su Enzo Ferrari dopo l’accordo sfumato per l’acquisto del produttore italiano da parte del colosso statunitense.

La storia leggendaria della Fiat SB.4 “Mefistofele”, l’auto da competizione che visse due volte: il motore originario era un monumentale quattro cilindri in linea, ottenuto dall’unione di due blocchi bicilindrici fusi separatamente e montati su un basamento comune in lega di alluminio.

In un periodo nel quale le classiche vetture aperte torpedo a quattro porte lasciano il passo a più funzionali berline chiuse, Fiat affida a carrozzieri esterni il compito di proporre modelli per una clientela ancora radicata alla tradizione: è il caso della 518 C Ardita della Viotti.