Sabato 14 marzo 2026 un nutrito gruppo di impavidi ciclisti è partito alle 6.00 di mattina da Magenta (MI) per celebrare il 150° anniversario della Milano-Torino, la corsa ciclistica più antica d’Italia – e forse del mondo – che si disputa ancora oggi. La prima edizione, infatti, venne organizzata dal Veloce Club Milano il 25 maggio del 1876.
La rievocazione del 14 marzo ha preceduto di pochi giorni la corsa ufficiale giunta alla 107^ edizione, in programma il 18 marzo con partenza da Rho e arrivo a Superga.
I ciclisti della rievocazione, con tenute e bici rigorosamente storiche, sono stati organizzati dalla Nuova Unione Velocipedistica Italiana, dall’Associazione Velocipedi Italiani, dal Museo del Ghisallo e dall’Automotoclub Storico Italiano. Hanno affrontato un percorso di 180 km, con un dislivello complessivo di 1.300 metri, che li ha portati alla sede ASI di Villa Rey a Torino dopo aver effettuato gli ultimi passaggi a Superga e al Motovelodromo. Il maltempo con pioggia battente non ha scalfito il loro entusiasmo e la loro voglia di pedalare rendendo omaggio ad un grande campione presente alla rievocazione: Marino Vigna.
Nato a Milano nel 1938, Vigna è stato oro olimpico nell’inseguimento a squadre ai Giochi di Roma del 1960 ma soprattutto è stato il vincitore della Milano-Torino 1966 (quella di 60 anni fa) con i colori della Vittadello. Ecco perché i partecipanti dell’odierna rievocazione ne hanno vestito la divisa dell’epoca.







La rievocazione della Milano-Torino ha fatto parte degli eventi che contraddistinguono le celebrazioni del 60° Anniversario dell’ASI. Fondato nel 1966, l’Automotoclub Storico Italiano rappresenta il riferimento nazionale per il settore del motorismo storico ed è sempre più orientato alla tutela e alla promozione di tutto ciò che concerne l’evoluzione della mobilità e della locomozione, abbracciando anche il mondo del ciclismo con la nascita della specifica Commissione Velocipedi.
Per capire cosa fu la gara Milano Torino è necessario dare uno sguardo al panorama ciclistico di quel periodo. Le gare che attiravano il pubblico e anche le più seguite dalla stampa, erano le gare su pista. Il ciclismo era considerato uno sport estremo di cui si ammirava un solo elemento: la velocità.
Sebbene le gare su strada fossero state le prime a disputarsi, ricordiamo la Paris-Rouen del 1869, esse erano considerate dalla stampa e dall’opinione pubblica come eventi commerciali voluti dai costruttori di velocipedi per dimostrare la validità dei loro mezzi, in effetti dietro quella prima gara c’erano i Fratelli Olivier neo proprietari della fabbrica Michaux et C.ie.
In Italia le prime gare in assoluto si tennero su pista o meglio in un ippodromo a Padova (Prato della Valle) il 25 e 26 luglio 1869 seguite, pochi mesi dopo (2 febbraio 1870), dalla gara su strada Firenze – Pistoia.
La Milano Torino venne proposta dal Veloce Club di Milano e subito conquistò l’onore delle cronache per la temerarietà della sua lunghezza, 150 Km.
Mai nessuno aveva osato tanto.
Le cronache non parlano di quanti fossero gli iscritti, ma alle 4 del mattino si presentarono alla partenza a Porta Magenta solo in otto, tutti milanesi. Il percorso si svolgeva su quello che era il tracciato dell’antica Via Gallica realizzata dall’Imperatore Claudio nel 40 d.c. collegante Acquileia, nei pressi dell’odierna Grado, ad Augusta Taurinorum l’odierna Torino. Strada che dopo il riordino stradale degli anni ‘20 divenne, dal 1928, la S.S. 11, meglio nota come Padana Superiore.
Il percorso della gara prevedeva il passaggio da Magenta, Trecate, Novara, Cameriano, Borgo Vercelli, Vercelli, S. Germano, Tronzano, Cigliano, Chivasso, Settimo e arrivo a Torino presso la “barriera” di Porta Milano.
Paolo Magretti, un giovane studente della facoltà di scienze presso l’Università di Pavia, fu l’indiscusso vincitore che tagliò il traguardo alle ore 14.09 dopo 10 ore e 9 minuti di pedalata.
La preparazione atletica di questo biciclista la dice lunga, se si pensa ai tempi degli altri arrivati: Carlo Ricci Gariboldi giunse secondo ma con un distacco di 1h e 15’, Bartolomeo Balbiani arrivò alle 15.30, Luigi Greco fu il quarto ed ultimo corridore a tagliare il traguardo alle ore 15.36.











