Il “biscione” Alfa Romeo è tornato a mordere l’asfalto con una delle sue vetture sportive più iconiche degli ultimi cinquant’anni: è la Giulia GT AM del 1971 che domenica 1° marzo 2026 è stata incoronata “Best of Paddock” alla seconda edizione di ASI in Pista Spring Experience, il track day dell’Automotoclub Storico Italiano organizzato al Circuito Tazio Nuvolari di Cervesina (PV).
L’esemplare dei fratelli Alessandro ed Emanuele Morteo (uno dei circa quaranta allestiti all’epoca dall’Autodelta) può vantare un glorioso pedigree sportivo accumulato in oltre dieci anni di competizioni in pista e nelle corse in salita, con le sue ultime vittorie conquistate negli anni ’80. La GT AM è l’estrema evoluzione della Giulia GTA (Gran Turismo Alleggerita) la cui sigla sta per Gran Turismo America, poiché usava come base la versione USA della 1750 GT Veloce dotata di iniezione indiretta Spica al posto dei carburatori doppiocorpo. Con questo modello, l’Alfa Romeo si impose nei Campionato Europeo Turismo 1971 e 1972.


L’evento ASI riservato alle auto storiche costruite fino al 2005 e a quelle da competizione costruite fino al 1995 (suddivise nelle categorie Turismo, Formula, Sport Prototipi e Rally) ha richiamato un centinaio di splendide vetture e tra queste ne sono state selezionate alcune per ulteriori riconoscimenti. Primo fra tutti lo speciale Memorial Sandro Munari – in onoredell’indimenticabile campione scomparso proprio alla vigilia della manifestazione – assegnato alla Lancia Fulvia HF di Bruno Frassi. Questo modello, infatti, ha consacrato il “Drago” nell’Olimpo dei rally grazie alle sue memorabili vittorie. Una su tutte quella al Rallye Monte-Carlo del 1972, facendo danzare la sua rossa numero “14” sulla neve e sul ghiaccio delle montagne francesi.







Un’Alpine Renault A110 del 1971 – all’epoca diretta avversaria della Fulvia sulle prove speciali di mezzo mondo – si è aggiudicata il Trofeo Regina dei Rally con il collezionista Marco Cipriani; il Trofeo Granturismo è andato alla Ferrari 456 M GT del 2000 portata in pista da Moreno Busato, una delle ultime berlinette di Maranello firmate da Pininfarina; per il Trofeo Youngtimer è stata selezionata la Mini John Cooper Works di Cristian Delogu, la versione più prestazionale del modello riportato in auge all’inizio degli anni 2000. Il marchio automobilistico più rappresentato ad ASI in Pista è stato quello dell’Alfa Romeo e da questa statistica è nato il premio Spirito Alfista, assegnato alla Giulia SS del 1964 di Fausto Capelli. Un nutrito gruppo di partecipanti è stato anche quello al volante delle piccole monoposto di Formula Junior ed il premio Forever Junior è andato a Riccardo Calligari con la sua Silva del 1995. Ulteriori riconoscimenti a vetture da rally sono andati alla Fiat Ritmo Gruppo 2 del 1978 di Barbara Riolfo (Rally Golden Era) e alla Peugeot 106 Rally del 2000 di Cristiano Stroppa (Rally per Tutti).











