ASI AL FUTURO: L’ESSENZA DI CIÒ CHE SIAMO, L’ENERGIA DI CIÒ CHE SAREMO. WORKSHOP CON IL CONSIGLIO FEDERALE E LE COMMISSIONI

Due giornate a Roma (il 12 e 13 dicembre) di workshop e di dialogo con il Consiglio Federale e i Presidenti delle Commissioni per condividere “l’essenza di ciò che siamo e l’energia di ciò che saremo”. Giovani, formazione, sostenibilità, territorio, visione internazionale: ASI è un’istituzione che custodisce il passato, vive il presente e prepara il futuro.
Ecco i passaggi salienti del discorso introduttivo del Presidente Alberto Scuro.
“Siamo una comunità di persone che fa funzionare una macchina complessa, preziosa, che rappresenta una parte enorme della cultura italiana. I prossimi anni saranno decisivi. Decisivi per l’immagine dell’ASI, per il ruolo che vogliamo assumerci nel Paese, per la capacità di dare risposte moderne in un mondo che corre più veloce di noi. Dobbiamo diventare — e dobbiamo far percepire — che l’ASI è un’istituzione culturale nazionale, una delle poche in grado di raccontare davvero chi siamo come Paese: la creatività, l’ingegno, l’arte, il design, la tecnica, il gusto del bello, la capacità di trasformare un’idea in movimento.
La visione per i prossimi anni ha questi punti fondamentali.
1. Dobbiamo crescere come sistema: più uniti, più coerenti, più professionali

Se ci muoviamo tutti insieme (Uffici centrali, Club, Commissioni, tutto lo Staff, ASI Service, Fondazione, tutti i singoli volontari) diventiamo un motore potentissimo, capace di incidere nella società, nelle istituzioni, nella cultura. Negli ultimi anni abbiamo già fatto passi importanti: abbiamo dimostrato di essere moderni, rapidi, affidabili. Le attività tecniche sono sempre più solide, le collaborazioni istituzionali si stanno moltiplicando. Ma la sfida non è solo “fare bene”. La sfida è fare insieme, con una visione comune e una comunicazione unitaria.

2. Dobbiamo cambiare la narrazione dell’ASI: dall’adempimento alla cultura

Il nostro futuro dipende da una trasformazione culturale: dobbiamo raccontare ciò che siamo realmente, e dobbiamo farlo con forza. ASI è custode del patrimonio nazionale. È un attore culturale, sociale, turistico, formativo. È un pezzo vivo della storia italiana, capace di generare identità, economia, appartenenza. Dobbiamo comunicare in modo più moderno, visivo, emozionale. Dobbiamo costruire un linguaggio che parli ai giovani, che racconti la bellezza come valore, che unisca tradizione e innovazione, tecnica e poesia.

3. Dobbiamo investire sul futuro: giovani, formazione, sostenibilità, territorio

Dobbiamo allargare la nostra presenza nelle scuole, nei progetti formativi, nelle officine, nei percorsi professionali. Il restauro è un’arte che non può andare perduta, e oggi sta tornando ad avere dignità e valore. Allo stesso tempo, dobbiamo essere protagonisti sul tema della sostenibilità. Il lavoro dell’ASI Green, i test scientifici, le ricerche con università e istituti accreditati, ci stanno dimostrando che il motorismo storico può essere compatibile con l’ambiente e può diventare un modello virtuoso. Poi c’è il turismo. I nostri raduni non sono un hobby: sono un moltiplicatore economico, un laboratorio di bellezza, uno strumento di valorizzazione dei territori. Dobbiamo lavorare con le istituzioni locali, con le regioni, con ANCI, Città dei Motori, con l’Associazione Borghi più belli d’Italia, con Dimore Storiche, con le filiere culturali e artigiane.

4. Dobbiamo proteggerci e proteggerli: il rischio è la marginalizzazione

Viviamo in un momento storico in cui ciò che non rientra nei nuovi paradigmi tecnologici rischia di essere considerato un residuo del passato. Il motorismo storico può essere travolto da normative miopi, da logiche ideologiche, da semplificazioni che non riconoscono il suo valore culturale. Noi dobbiamo vigilare, dobbiamo dialogare, dobbiamo essere credibili. Dobbiamo essere presenti in ogni tavolo, in ogni discussione istituzionale, in ogni processo di regolamentazione.

5. Dobbiamo avere visione internazionale

Il motorismo storico vive se è connesso al mondo. Dobbiamo dialogare con gli altri Paesi, portare qui idee e portare fuori la nostra eccellenza. Dobbiamo valorizzare Torino come capitale mondiale del design e del motorismo storico, rafforzare le nostre collezioni, proporre l’Italia come laboratorio internazionale di cultura motoristica.

6. Dobbiamo crederci di più: siamo molto più grandi di come ci percepiscono

Siamo la più grande comunità culturale d’Italia dopo quella sportiva. Abbiamo un impatto sociale enorme, una credibilità tecnica riconosciuta dallo Stato. Gestiamo collezioni uniche, formiamo giovani, produciamo cultura, generiamo turismo, sosteniamo territori, realizziamo eventi che valgono più di qualsiasi campagna promozionale.

 

Abbiamo una missione: continuare a migliorare il nostro modo di lavorare, il supporto che diamo alle Istituzioni, i servizi che diamo agli appassionati, ma ciò che è realmente fondamentale è comprendere e far comprendere ciò che realmente è l’ASI: un’istituzione che custodisce il passato, vive il presente e prepara il futuro. Un luogo in cui tecnica, cultura e umanità camminano insieme. Un’energia che contribuisce, con la sua forza, a tenere unito il Paese legandolo alle sue radici.”

ASI AL FUTURO: L’ESSENZA DI CIÒ CHE SIAMO, L’ENERGIA DI CIÒ CHE SAREMO. WORKSHOP CON IL CONSIGLIO FEDERALE E LE COMMISSIONI

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