CS 26/2026 – ASI MotoShow 2026: il museo della moto in movimento torna a Varano de’ Melegari dall’8 al 10 maggio.

La storia del motociclismo mondiale si fonde in un unico grande evento di rilevanza internazionale: ASI MotoShow. Organizzato dall’Automotoclub Storico Italiano e giunto alla 23^ edizione, torna a riempire il paddock e il circuito di Varano de’ Melegari con il suo “museo della moto in movimento”. Da venerdì 8 a domenica 10 maggio sono attese migliaia di motociclette storiche, si potranno ammirare mostre tematiche, si incontreranno i grandi campioni di tutti i tempi e si vivrà la magica atmosfera del motociclismo più genuino e passionale.

ASI MotoShow trasforma il paddock dell’autodromo in un vero museo dinamico. Dalle origini all’alba del terzo millennio, dai più piccoli e maneggevoli motocicli alle moto da competizione, dalle “sottocanna” prebelliche alle rabbiose “125” degli anni ’90: il parterre di ASI MotoShow, che conta partecipanti provenienti da tutta Europa e anche da Oltreoceano, è senza dubbio tra i più ricchi e completi per illustrare oltre un secolo di evoluzione su due ruote.

ASI MotoShow non è competizione, ma in pista sarà un continuo susseguirsi giri liberi con le moto suddivise in categorie omogenee, per età o per prestazioni: le “antique veteran” dalle origini al 1918, le “vintage” dal 1919 al 1930, le “post vintage” dal 1931 al 1945, le “classic” dal 1946 al 1960, le “post classic” dal 1961 al 1970 e le “modern” fino al 2005.

I temi forti di ASI MotoShow 2026 sono le moto che hanno contribuito alla rinascita nel secondo dopoguerra, il Campionato del Mondo Superbike e il tributo speciale ai 100 anni della Ducati con l’esposizione di alcuni esemplari provenienti dal Museo di Borgo Panigale. Partecipazione ufficiale anche da parte dei costruttori Honda e Yamaha; presenza attiva e dinamica delle Squadre Corsa ASI “Ducartist”, “World Classic Racing Bikes” e “Laverda”, delle moto in divisa provenienti dalle collezioni delle Forze dell’Ordine2 e di quelle che arriveranno insieme a decine di club e registri storici.

Come da tradizione, non mancheranno i grandi campioni delle due ruote, sempre presenti ad ASI MotoShow con i loro pedigree da leggenda. Le ultime generazioni sono ben rappresentate da Marco Melandri e Alvaro Bautista, che hanno raccolto il testimone da rider del calibro di Eugenio Lazzarini, Pierpaolo Bianchi, Carlos Lavado, Benedicto Caldarella, Gianfranco Bonera, Jean François Baldé o Raymond Roche. Scenderanno in pista con le loro iconiche moto nelle parate di sabato 9 maggio alle 17.00 e di domenica 10 maggio alle 13.30.

L’Autodromo di Varano de’ Melegari aprirà i cancelli alle 8.30 di venerdì 8 maggio; l’ingresso per il pubblico è gratuito e lo spettacolo garantito.

PER SAPERNE DI PIÙ…

METTIAMO IN MOTO LA RICOSTRUZIONE DAL DOPOGUERRA AL BOOM ECONOMICO

La riconversione industriale in atto alla fine degli anni ’40 porta alcune imprese a investire sulla motocicletta al posto degli armamenti. Inizialmente, sono rimessi in produzione i modelli anteguerra adattati, ma alcuni imprenditori illuminati come Donnino Rumi, Domenico Augusta, Renzo Rivolta, Francesco Laverda e soprattutto Enrico Piaggio con la Vespa e Ferdinando Innocenti con la Lambretta, comprendono che gli italiani hanno la necessità di mezzi economici, efficienti e pratici per il lavoro e per il tempo libero.

Ricominciano anche le gare motociclistiche: nel 1949 parte la storia del motomondiale, nel 1950 torna la Milano-Taranto. Guzzi, Gilera, MV Agusta, Benelli ma anche Sertum, Mondial, Morini, Bianchi e Ducati sono le prime ad imporsi nelle gare di velocità, mentre nel motocross l’Italia si distingue per l’organizzazione di eventi cui partecipano prevalentemente moto inglesi.

L’esposizione curata dal Club Moto d’Epoca Fiorentino, dal Club Piacentino Automoto d’Epoca, dal Club Romagnolo Auto Moto d’Epoca e dal Circolo Automotoveicoli d’Epoca Marchigiano intende coinvolgere il visitatore facendo respirare la voglia di ricostruzione di coloro che vissero la guerra e che ebbero l’opportunità di cominciare una nuova vita, di far ripartire il Bel Paese con il proprio lavoro.

Sabato 9 maggio sono previsti un talk alle ore 11.00 e la parata in pista alle ore 13.15.

LA SUPERBIKE DIETRO LE QUINTE DEL CAMPIONATO

Nella storia della moto si sono sempre svolte gare per derivate di serie, ma nel 1988 nasce un vero Campionato del Mondo per questa tipologia che trae ispirazione da quanto fatto in America già da diversi anni. Vince la Honda RC30 del Team Rumi con Fred Merkel, quindi moto giapponese, pilota americano e team italiano, vero campionato del mondo. Negli anni presi in considerazione fino al 2011, quindici anni fa, ben 6 costruttori diversi hanno vinto il titolo e 12 vi hanno partecipato con alterne fortune. L’italianissima Ducati ha fatto la parte del leone avendo sempre sviluppato moto estremamente competitive.

Quest’anno a Varano l’ASI ha voluto porre particolare accento a questa categoria e saranno presenti moto, piloti, meccanici e personaggi diversi che hanno contribuito a far crescere questo campionato che prosegue ancora oggi con grande successo. La conferenza di sabato 9 maggio alle ore 16.00 ha come titolo “Dietro le quinte della Superbike”: verranno raccontati episodi inediti per mettere in risalto gli aspetti sportivi e umani di questa specialità. Inoltre, vista la presenza di molte moto SBK nelle batterie, domenica 10 maggio alle 13.00 è in programma una sfilata in pista dedicata.

DUCATI, NON SOLO CENTENARIO

Dalla nascita del Cucciolo nel 1946 alle sofisticate unità Moto GP, la mostra racconta l’evoluzione tecnica e stilistica dei motori Ducati attraverso esemplari stradali, da competizione e prototipi inediti. Un viaggio affascinante tra ingegno, audacia e innovazione: dai monocilindrici a coppie coniche del dopoguerra ai rivoluzionari motori Testastretta e Superquadro, passando per icone come il bicilindrico a “L”, la leggendaria Desmosedici e le rare sperimentazioni di Fabio Taglioni. Una celebrazione della passione e dell’eccellenza che hanno reso Ducati un riferimento mondiale nella storia del motociclismo.

Sono in programma anche tre talk tematici: sabato 9 maggio alle ore 10.00 l’approfondimento storico sugli 80 anni di produzione motociclistica; alle ore 12.00 verrà illustrata la distribuzione desmodromica; domenica 10 maggio, alle ore 10.00, il capitolo dedicato al motore bicilindrico a quattro valvole introdotto negli anni ’80.

HONDA E LE REGINE DI MOTEGI

L’attrattiva principale di casa Honda sarà l’esposizione nel paddock con alcune delle leggendarie moto arrivate direttamente dal museo Honda di Motegi. A sottolineare il tema di quest’anno, dedicato alla Superbike, gli appassionati potranno ammirare la Honda RC45 con cui John Kocinsky ha vinto il mondiale SBK nel 1997. Non mancheranno altri pezzi unici racing e i modelli di produzione che hanno fatto la storia della Casa. Una conferenza in programma sabato 9 maggio alle ore 15.00 tratterà i temi dei motori a 3 cilindri e di quelli turbocompressi.

Chi volesse provare i nuovi modelli del 2026 può partecipare gratuitamente al format Honda Live Tour iscrivendosi direttamente al banco di accettazione.

LA GRANDE STORIA DELLE CORSE BY YAMAHA

Yamaha celebra il proprio DNA racing attraverso un’esposizione esclusiva di moto iconiche che hanno scritto pagine indimenticabili del motociclismo. Dai modelli che hanno dominato le competizioni internazionali, alle livree che hanno fatto sognare generazioni di appassionati, ogni moto racconta una storia di innovazione, sfida e passione. Un viaggio nel tempo che ripercorre l’evoluzione tecnologica e sportiva del brand, tra prestazioni leggendarie e spirito pionieristico. Sabato alle 12.00 ci sarà un talk show condotto dal giornalista Paolo Beltramo per festeggiare i 40 anni del secondo titolo di Carlos Lavado dopo quello del 1982. Sarà l’occasione per parlare di un anno speciale per Yamaha, un 1986 che vide anche la vittoria di Eddy Lawson nella classe 500.

LA BMW K100 RT DELLA RAI

Con gli anni ’90 cominciò il rinnovamento del sistema di riprese in movimento: al Centro Ricerche Rai si progettavano e realizzavano apparecchiature, da installare sulle motociclette, in grado di rispondere alle nuove funzioni richieste per riprese e trasmissione dei segnali in diretta o registrati, per radio e tv. Tutto è pronto per le BMW K100 RT equipaggiate con i nuovi sistemi, in uso poi sino al Duemila.

Queste moto vantavano un rivoluzionario motore quattro cilindri, cinque marce, novanta cavalli e una carenatura studiata in galleria del vento per proteggere completamente pilota e passeggero. Nella versione RT, quelle in dotazione alla Rai, le moto avevano pedane passeggero più estese e grandi valigie per contenere tutte le apparecchiature utili alle riprese. Proprio queste BMW Rai al seguito del Giro del 1998, videro l’epico duello Pantani-Tonkov. Solo una delle tante BMW K100 RT è arrivata sino a noi: dopo un lungo abbandono è stata restaurata da ASI e rimessa su strada. Targata Roma 555479, colore bianco con il logo Rai dell’epoca: sembrava una farfalla, ma anche due visi che si guardano: racchiudeva la nuova corporate identity voluta dall’Azienda, il blu corrispondeva alla tecnologia, la farfalla alla libertà e i due volti rappresentavano dialogo e interattività.

LE PERLE DELLA COLLEZIONE ASI MORBIDELLI

Scenderanno in pista anche due moto della Collezione ASI Morbidelli, solitamente esposte al Museo Benelli di Pesaro: la Benelli 250 4 cilindri compressore del 1939 e la Benelli 175 bialbero del 1931 che il campione Eugenio Lazzarini farà nuovamente ruggire.

LE SQUADRE CORSA ASI AL COMPLETO

Ducartist, World Classic Racing Bikes e Team Laverda sono le tre realtà supportate da ASI che svolgono attività sportiva e collezionistica a livello internazionale. Quest’anno a Varano verranno esposte dal Team Ducartist, SPR Collection di Verona e Giuseppe Sandroni con le sue due Desmosedici ex Capirossi ed ex Bayliss, oltre 22 esemplari di Ducati tra cui anche la famosa Marianna, Ducati 100 Gran Sport, della collezione Lauro Micozzi di Macerata.

Il WCRB conta più di 60 associati fra ex piloti, collezionisti e tecnici. Il parco moto da corsa conta oltre 200 mezzi, di cui molti rarissimi, che ogni anno sono impegnati in un fitto calendario di appuntamenti, tra cui Racing Legends a Valencia, Coupes Moto Legende a Digione, Salon des 2Roues a Lione, Sunday Ride Classic al Paul Ricard a Le Castellet, Bikers’ Classics a Spa Francorchamps, Sachsenring Classic in Germania. Nella WCRB corrono anche il due volte campione del mondo Carlos Lavado e occasionalmente il tre volte iridato americano Freddie Spencer.

Nuovamente in pista la “nuvola arancione” animata da Laverda Corse, Museo Moto Laverda e Moto Club Laverda Breganze. Nelle batterie, esemplari in movimento di tutta la produzione della Casa, che spazia dagli anni ‘50 ai ‘90. Oltre a una serie di moto da competizione, derivate dalla serie e da endurance. Nel paddock un’esposizione dedicata alla 1000 Jota, il modello che quest’anno celebra il 50° anniversario del debutto sul mercato.

IL DEBUTTO DELLA GALBUSERA V8

Marama Toyo era di Fiume ma risultava cittadino egiziano. Al Dirt Track di Trieste era di casa, fino a lasciarci la vita nel 1946, alla prima “riunione in pista” del secondo dopoguerra. Lui, che aveva introdotto in Italia nel 1931 quella specialità da poco nata in Australia, era rimasto dimenticato pur avendo calcato con la sua Rudge 500 gran parte delle piste europee di velocità e di Dirt Track. Nel 1938 era stato il creatore, assieme all’artigiano costruttore lombardo Plinio Galbusera, del più sensazionale prototipo di motocicletta visto fino ad allora: la Galbusera 500 V8, otto cilindri a due tempi con compressore, un motore superquadro alimentato a benzina pura. Al Salone di Milano, nel gennaio 1938, il prototipo aveva affascinato pubblico e stampa. L’evoluzione proseguì nel 1939, ma col sopravvenire della seconda guerra mondiale se ne perse ogni traccia. Restavano solo alcune foto statiche. Nel 2018 Franco Damiani decise di raccogliere quella storia in un libro e il friulano Mirko Snaidero, artigiano della meccanica, si mise in contatto con Damiani per sapere qualcosa in più su Marama Toyo, in quanto aveva deciso di ricostruire quel prototipo. Damiani e Snaidero partirono nell’impresa fino a realizzare la moto completa che girerà per la prima volta a Varano.

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